Modalità di modifica dello schema mediante Web Screen Painter

Utilizzare Progettazione schema di Web Screen Painter per modificare lo schema del database di CA SDM. La Progettazione schema fornisce un'interfaccia utente grafica per rivedere e modificare lo schema. Il diagramma seguente mostra la procedura per la modifica dello schema con Web Screen Painter:
casm173
Utilizzare Progettazione schema di Web Screen Painter per modificare lo schema del database di CA SDM. La Progettazione schema fornisce un'interfaccia utente grafica per rivedere e modificare lo schema. Il diagramma seguente mostra la procedura per la modifica dello schema con Web Screen Painter:
Diagramma che illustra come personalizzare lo schema utilizzando WSP
Diagram depicting how to customize schema using WSP
Attenersi alla procedura seguente:
Apertura di Progettazione schema su WSP
Per iniziare il lavoro in Progettazione schema, verificare che WSP sia installato sul server di CA SDM. Per ulteriori informazioni sull'installazione di WSP, consultare la sezione Installazione di Web Screen Painter.
Attenersi alla procedura seguente:
  1. Accedere al seguente server di CA SDM su cui è installato WSP, a seconda della configurazione di CA SDM:
    • Convenzionale: server primario
    • Disponibilità avanzata: server in background
  2. Avviare WSP tramite una delle azioni seguenti, in base al sistema operativo installato sul server di CA SDM:
    • (Windows) Dal menu Start, selezionare Programmi, CA, CA SDM, Web Screen Painter.
    • (UNIX) Immettere il comando pdm_wsp with $NX_ROOT/bin nel percorso.
    Viene visualizzata la finestra di accesso a Web Screen Painter.
  3. Immettere le credenziali di accesso.
  4. Selezionare Strumenti, Progettazione schema.
    Viene visualizzata la finestra Progettazione schema. La parte sinistra della finestra Progettazione schema mostra il database di CA SDM in una struttura ad albero. Le tabelle e le colonne sono visualizzate con il relativo nome oggetto. Inoltre, se il nome visualizzato è diverso dal nome oggetto della tabella o della colonna, il nome viene mostrato tra parentesi insieme al nome oggetto.
Aggiunta di una tabella
Utilizzare Progettazione schema per aggiungere una tabella al database.
Attenersi alla seguente procedura:
  1. Selezionare Modifica, Aggiungi tabella.
    Viene visualizzata la finestra di dialogo Aggiungi nuova tabella.
  2. Specificare il nome della tabella nel campo Nome nuova tabella e fare clic su OK. Verificare che il nome di una tabella definita a livello di sito inizi con la lettera "z" per evitare conflitti con future tabelle standard.
    Web Screen Painter aggiunge una "z" all'inizio del nome della tabella se necessario.
  3. Completare i campi seguenti:
    • Nome
      (Sola lettura) Specifica il nome oggetto della tabella. Ad esempio, il nome oggetto della tabella cr è cr.
    • Nome visualizzato
      Specifica il nome descrittivo della tabella. Ad esempio, il nome visualizzato della tabella cr è Richiesta. È possibile modificare il nome visualizzato di una tabella immettendo un nuovo nome in questo campo.
    • Nome schema
      (Sola lettura per tabelle standard) Specifica il nome utilizzato per fare riferimento alla tabella nelle utilità di CA SDM, come pdm_userload. Nelle tabelle definite a livello di sito, per impostazione predefinita il nome dello schema è uguale al nome oggetto. Per cambiare tale nome, immettere un nuovo valore in questo campo.
    • Nome DBMS
      Specifica il nome utilizzato come riferimento alla tabella nel DBMS fisico. Questo campo è di sola lettura per tutti le tabelle. Nelle tabelle definite a livello di sito, è sempre uguale al nome dello schema.
    • Campo visualizzazione predefinito (nome comune)
      Specifica la colonna visualizzata nell'interfaccia utente per un campo che fa riferimento a questa tabella. Ad esempio, il campo Assegnatario di una richiesta è un riferimento alla tabella Contatto. Poiché il nome comune della tabella Contatto è combo_name (cognome, nome, secondo nome), il nome combinazione del contatto a cui fa riferimento viene mostrato come il valore dell'assegnatario. Non è possibile modificare il valore del nome comune.
    • Campo chiave esterna (REL_ATTR)
      Specifica la colonna memorizzata nel database per un campo che fa riferimento a questa tabella. Ad esempio, il campo Assegnatario di una richiesta è un riferimento alla tabella Contatto. Poiché il valore di REL_ATTR della tabella Contatto è un ID, la colonna assignee di una richiesta conterrà l'ID del contatto a cui fa riferimento. Non è possibile modificare il valore di REL_ATTR.
    • Gruppo funzioni
      Specifica il nome del gruppo che controlla il livello di accesso degli utenti ai record della tabella. Ogni tipo di accesso di un contatto specifica se questo dispone dell'accesso in lettura, in modifica o di nessun accesso ai dati delle tabelle in ogni gruppo di funzioni. È possibile cambiare il valore di REL_ATTR selezionando un nuovo valore dall'elenco a discesa.
    Progettazione schema include la scheda Avanzate. Le informazioni in questa scheda sono destinate al supporto tecnico e ai rappresentanti locali di CA. Poiché un amministratore o uno sviluppatore nella maggior parte dei casi non hanno necessità di usarle, queste schede non verranno trattate in questo documento.
    La scheda Avanzate della finestra di dialogo Progettazione schema mostra informazioni che possono essere utili solo alle persone che hanno una conoscenza approfondita di CA SDM. Il contenuto di questa scheda varia in base al tipo di colonna. Si consiglia di modificare i valori in questa scheda solo con la supervisione di un dipendente di CA Technologies. Se è selezionata una tabella, questa scheda riporta i campi seguenti:
    • Trigger attivi
      Immettere i trigger attualmente attivi nel motore oggetti per la colonna. Un trigger è un piccolo programma che viene eseguito a orari prestabiliti e sotto il controllo del motore oggetti quando una colonna viene modificata. L'elenco dei trigger attivi include i trigger standard e quelli definiti in locale, di conseguenza, i trigger definiti in locale vengono riportati sia nell'elenco dei trigger attivi che in quello dei trigger definiti in locale.
    • Trigger definiti dal sito
      Immettere i trigger che sono stati installati in locale. Ad esempio, potrebbe trattarsi di trigger attivati come risultato dell'installazione di un'opzione di CA SDM o di trigger creati esclusivamente per l'installazione dell'utente da CA Technical Services. L'elenco dei trigger attivi include i trigger standard e quelli definiti in locale, di conseguenza, i trigger definiti in locale vengono riportati sia nell'elenco dei trigger attivi che in quello dei trigger definiti in locale.
    • Specifica LRel
      Immettere la specificazione di una relazione di tipo molti a molti tra due tabelle, nel formato seguente:
      tabella1 colonna1 <> tabella2 colonna2
      Mostra che LREL è una relazione di tipo molti a molti tra tabella1 e tabella2, con la colonna virtuale colonna1 contenente la relazione in tabella1 e con colonna2 contenente la relazione in tabella2.
    • Informazioni query xRel attiva
      Immettere la specificazione attiva della query che definisce una colonna virtuale BREL o QREL. La specificazione è in formato motore oggetti Majic.
    • Informazioni query xRel definita dal sito
      Modificare la query associata a BREL o QREL. Si consiglia di immettere i dati in questo campo solo con la supervisione di un dipendente di CA.
    • Espressione derivata attiva
      Immettere la specificazione attiva dell'espressione che il motore oggetti utilizza per creare il valore di una colonna virtuale di tipo DERIVED.
    • Informazioni query xRel definita dal sito
      Modificare l'espressione associata a una colonna DERIVED. Si consiglia di immettere i dati in questo campo solo con la supervisione di un dipendente di CA.
    La scheda Domset della finestra di dialogo Progettazione schema contiene i seguenti campi:
    • MLIST_DYNAMIC
      Domset dinamico senza clausola WHERE.
    • MLIST_STATIC
      Domset statico senza clausola WHERE.
    • RLIST_DYNAMIC
      Domset dinamico con una clausola WHERE definita nella sezione STANDARD_LISTS dell'istruzione FACTORY.
    • RLIST_STATIC
      Domset statico con una clausola WHERE definita nella sezione STANDARD_LISTS dell'istruzione FACTORY.
    Se si fa doppio clic su un domset, si apre la finestra di dialogo Proprietà che contiene i seguenti campi:
    • domset_name
    • fetch_columns
    • max_fetch
    • sort columns
      (
      si tratta dell'unico campo modificabile).
    • volatilità
    • dove
  4. Compiere una delle azioni seguenti per salvare la tabella:
    • Se si sta lavorando sul sistema di test, selezionare File, Salva.
    • Se si sta lavorando sul sistema di produzione, selezionare File, Salva e imposta su modalità test.
      In questo modo le modifiche vengono salvate nel database e sul server viene creato un file (wsptest.mods) che definisce le modifiche nel motore oggetti. Il file viene memorizzato nella sottodirectory site/mods/majic della directory di installazione di CA SDM. Dopo aver creato il file wsptest.mods, WSP riavvia il motore oggetti in modo che possa usare le nuove modifiche. Questa operazione può durare da alcuni secondi a un paio di minuti, in base alla complessità dello schema.
      Viene visualizzato un messaggio. Fare clic su Sì per proseguire. Il file wsptest.mods riguarda solo il motore oggetti definito dall'opzione wsp_domsrvr. Altri motori oggetti sullo stesso server non elaborano questo file che non viene distribuito ad altri server. Inoltre, le nuove tabelle e colonne in modalità test sono definite per il motore oggetti come oggetti locali. Ciò significa che il motore oggetti le riconosce e quindi ne permette l'uso sui moduli Web. Tuttavia, esse non esistono nel database e non riguardano gli altri utenti. Gli utenti di CA SDM non utilizzano il motore oggetti di WSP, quindi non sono interessati dai cambiamenti allo schema di cui si sta eseguendo il test. La tabella viene aggiunta.
Aggiunta di una colonna
Utilizzare Progettazione schema per aggiungere una colonna al database.
Attenersi alla seguente procedura:
  1. Selezionare la tabella per cui si desidera aggiungere una colonna oppure selezionare una delle colonne esistenti.
  2. Selezionare Modifica, Aggiungi colonna.
    Viene visualizzata la finestra di dialogo Aggiungi nuova colonna.
  3. Specificare il nome della colonna nel campo Nome nuova colonna e fare clic su OK. Verificare che il nome della colonna inizi con la lettera "z" per evitare conflitti con future colonne standard.
    WSP verifica che il prefisso sia stato inserito, altrimenti aggiunge la lettera "z" all'inizio del nome della colonna.
  4. Completare i campi seguenti in modo appropriato:
    • Nome
      (Solo visualizzazione) Specifica il nome oggetto della colonna. Ad esempio, il nome oggetto della colonna alt_phone del Contatto è alt_phone.
    • Nome visualizzato
      Specifica il nome descrittivo della colonna. È possibile modificare il nome visualizzato di una colonna inserendo un altro nome in questo campo. Ad esempio, il nome visualizzato della colonna alt_phone del Contatto è telefono alternativo.
    • Nome schema
      (Sola lettura per tabelle standard) Specifica il nome utilizzato per fare riferimento alla colonna nelle utilità di CA SDM, come pdm_userload. Nelle tabelle definite a livello di sito, per impostazione predefinita il nome dello schema è uguale al nome oggetto. Per cambiare tale nome, immettere un altro valore in questo campo.
    • Nome DBMS
      (Sola lettura per tutte le tabelle) Specifica il nome utilizzato per fare riferimento alla tabella nel DBMS fisico. Nelle tabelle definite a livello di sito, il nome DBMS è uguale al nome dello schema.
    • Descrizione
      Fornisce una breve descrizione della colonna.
    • Tipo campo
      (Sola lettura per tutte le colonne standard in tabelle standard e per le colonne salvate definite a livello di sito) Specifica il tipo di dati della colonna. È possibile specificare o cambiare il tipo di campo delle nuove colonne definite a livello di sito selezionando un valore dall'elenco a discesa. L'elenco seguente descrive i tipi di campo disponibili:
      • INTEGER
        Indica un valore numerico
      • STRING
        Indica una stringa di testo. Il campo Lunghezza stringa indica il numero di caratteri in una stringa.
      • DATE
        Indica la data e l'ora. Il valore intero memorizzato nel database indica il numero di secondi a partire dalla mezzanotte del 1 gennaio 1970.
      • DURATION
        Indica un periodo di tempo. Il valore memorizzato nel database è un valore intero che indica un numero di secondi.
      • DOUBLE
        Indica un numero reale (a virgola mobile).
      • SREL
        Indica una chiave esterna che fa riferimento a un'altra tabella. Il campo Tabella SREL specifica la tabella di riferimento. Il valore memorizzato nel database è il valore REL_ATTR della tabella a cui la chiave fa riferimento e può essere un valore intero o una stringa. Il valore memorizzato nel prodotto è il nome comune della riga della tabella a cui la chiave fa riferimento. Per informazioni sull'impostazione degli attributi SREL con valori di chiave esterna, consultare la Guida di riferimento di CA Service Desk Manager.
      • BREL
        Indica una colonna virtuale che rappresenta un set di tutti gli oggetti con una chiave SREL che fa riferimento a questa tabella. È presente solo nel motore oggetti e non è fisicamente memorizzato nel database. Selezionare questo tipo di campo solo con la supervisione di un dipendente di CA Technologies.
      • QREL
        Indica una colonna virtuale che rappresenta un set di oggetti selezionato tramite la clausola WHERE nella scheda Avanzate. È presente solo nel motore oggetti e non è fisicamente memorizzato nel database. Selezionare questo tipo di campo solo con la supervisione di un dipendente di CA Technologies.
      • DERIVED
        Indica una colonna virtuale creata dal motore oggetti utilizzando i valori di altre colonne e tramite una formula specificata nella scheda Avanzate. È presente solo nel motore oggetti e non è fisicamente memorizzato nel database. Selezionare questo tipo di campo solo con la supervisione di un dipendente di CA Technologies.
    • Lunghezza stringa
      La lunghezza di una colonna di tipo STRING. Questo campo è vuoto per le colonne di tipo diverso da STRING. Questo campo è di sola lettura per tutte le colonne standard e per le colonne definite in locale che sono state salvate. Per specificare o cambiare la lunghezza della nuova colonna di tipo STRING definita in locale, in questo campo immettere un valore intero compreso tra 1 e 32767.
    • Tabella SRel
      La tabella a cui fa riferimento una colonna SREL. Questo campo è vuoto per le colonne di tipo diverso da SREL. Questo campo è di sola lettura per tutte le colonne standard e per le colonne definite in locale che sono state salvate. È possibile specificare la tabella a cui fa riferimento una nuova SREL definita a livello di sito selezionandola dall'elenco a discesa.
    • Valore predefinito alla creazione
      Il valore predefinito assegnato alla colonna quando viene definita una nuova riga della tabella. Deve essere un valore appropriato al tipo di campo. Sono disponibili alcuni valori di parole chiave per determinati tipi di campo:
      • NOW
        Specifica la data e l'ora correnti per una colonna di tipo DATE.
      • USER
        Specifica l'utente attivo per una SREL della tabella Contatto.
    • Valore impostato al salvataggio
      Il valore assegnato alla colonna quando viene aggiornata una riga della tabella. Deve essere un valore appropriato al tipo di campo. Sono disponibili alcuni valori di parole chiave per determinati tipi di campo:
      • NOW
        Specifica la data e l'ora correnti per una colonna di tipo DATE.
      • USER
        Specifica l'utente attivo per una SREL della tabella Contatto.
    • Obbligatorio
      Se selezionata, questa opzione indica che è necessario fornire un valore per la colonna prima di poter salvare una riga della tabella che la contiene. È possibile impostare questa opzione per le colonne standard e per le colonne definite a livello di sito. Inoltre è possibile disattivare un'opzione già impostata. Tuttavia, non è possibile disattivare l'opzione di una colonna standard a meno che non sia stata impostata in locale.
    • Aggiornabile solo per nuovo record
      Se selezionata, questa opzione indica che è possibile specificare un valore per questa colonna solo dopo aver creato una riga della tabella relativa e non è possibile apportarvi successive modifiche. È possibile impostare questa opzione per le colonne standard e per le colonne definite a livello di sito. Inoltre è possibile disattivare un'opzione già impostata. Tuttavia, non è possibile disattivare l'opzione di una colonna standard a meno che non sia stata impostata in locale.
    • Tasto per pdm_userload
      Se selezionata, questa opzione indica che la colonna è una tra quelle verificate da pdm_userload per determinare se il relativo input è un aggiornamento di una riga esistente. Questa opzione è disponibile solo per le colonne di tipo STRING. È un campo di sola lettura per tutte le colonne delle tabelle standard.
    • Opzioni di indice DBMS
      Queste opzioni specificano le caratteristiche di una colonna che rappresenta un indice del DBMS fisico. Sono disponibili solo per le colonne delle tabelle definite in locale.
      • Univoco
        Specifica che la colonna è univoca nella tabella e che due righe non possono avere lo stesso valore per la colonna.
      • Crescente
        Specifica che l'indice del DBMS è elencato in ordine crescente in base a questa colonna. Questa opzione esclude l'opzione Decrescente.
      • Decrescente
        Specifica che l'indice del DBMS è elencato in ordine decrescente in base a questa colonna. Questa opzione esclude l'opzione Crescente.
    Progettazione schema include la scheda Avanzate. Le informazioni in questa scheda sono destinate al supporto tecnico e ai rappresentanti locali di CA. Poiché un amministratore o uno sviluppatore nella maggior parte dei casi non hanno necessità di usarle, queste schede non verranno trattate in questo documento.
    La scheda Avanzate della finestra di dialogo Progettazione schema mostra informazioni che possono essere utili solo alle persone che hanno una conoscenza approfondita di CA SDM. Il contenuto di questa scheda varia in base al tipo di colonna. Si consiglia di modificare i valori in questa scheda solo con la supervisione di un dipendente di CA Technologies. Se è selezionata una tabella, questa scheda riporta i campi seguenti:
    • Trigger attivi
      Immettere i trigger attualmente attivi nel motore oggetti per la colonna. Un trigger è un piccolo programma che viene eseguito a orari prestabiliti e sotto il controllo del motore oggetti quando una colonna viene modificata. L'elenco dei trigger attivi include i trigger standard e quelli definiti in locale, di conseguenza, i trigger definiti in locale vengono riportati sia nell'elenco dei trigger attivi che in quello dei trigger definiti in locale.
    • Trigger definiti dal sito
      Immettere i trigger che sono stati installati in locale. Ad esempio, potrebbe trattarsi di trigger attivati come risultato dell'installazione di un'opzione di CA SDM o di trigger creati esclusivamente per l'installazione dell'utente da CA Technical Services. L'elenco dei trigger attivi include i trigger standard e quelli definiti in locale, di conseguenza, i trigger definiti in locale vengono riportati sia nell'elenco dei trigger attivi che in quello dei trigger definiti in locale.
    • Specifica LRel
      Immettere la specificazione di una relazione di tipo molti a molti tra due tabelle, nel formato seguente:
      tabella1 colonna1 <> tabella2 colonna2
      Mostra che LREL è una relazione di tipo molti a molti tra tabella1 e tabella2, con la colonna virtuale colonna1 contenente la relazione in tabella1 e con colonna2 contenente la relazione in tabella2.
    • Informazioni query xRel attiva
      Immettere la specificazione attiva della query che definisce una colonna virtuale BREL o QREL. La specificazione è in formato motore oggetti Majic.
    • Informazioni query xRel definita dal sito
      Modificare la query associata a BREL o QREL. Si consiglia di immettere i dati in questo campo solo con la supervisione di un dipendente di CA.
    • Espressione derivata attiva
      Immettere la specificazione attiva dell'espressione che il motore oggetti utilizza per creare il valore di una colonna virtuale di tipo DERIVED.
    • Informazioni query xRel definita dal sito
      Modificare l'espressione associata a una colonna DERIVED. Si consiglia di immettere i dati in questo campo solo con la supervisione di un dipendente di CA.
    La scheda Domset della finestra di dialogo Progettazione schema contiene i seguenti campi:
    • MLIST_DYNAMIC
      Domset dinamico senza clausola WHERE.
    • MLIST_STATIC
      Domset statico senza clausola WHERE.
    • RLIST_DYNAMIC
      Domset dinamico con una clausola WHERE definita nella sezione STANDARD_LISTS dell'istruzione FACTORY.
    • RLIST_STATIC
      Domset statico con una clausola WHERE definita nella sezione STANDARD_LISTS dell'istruzione FACTORY.
    Se si fa doppio clic su un domset, si apre la finestra di dialogo Proprietà che contiene i seguenti campi:
    • domset_name
    • fetch_columns
    • max_fetch
    • sort columns (si tratta dell'unico campo modificabile).
    • volatilità
    • dove
  5. Compiere una delle azioni seguenti per salvare la colonna:
    • Se si sta lavorando sul sistema di test, selezionare File, Salva.
    • Se si sta lavorando sul sistema di produzione, selezionare File, Salva e imposta su modalità test.
      In questo modo le modifiche vengono salvate nel database e sul server viene creato un file (wsptest.mods) che definisce le modifiche nel motore oggetti. Il file viene memorizzato nella sottodirectory site/mods/majic della directory di installazione di CA SDM. Dopo aver creato il file wsptest.mods, WSP riavvia il motore oggetti in modo che possa usare le nuove modifiche. Questa operazione può durare da alcuni secondi a un paio di minuti, in base alla complessità dello schema.
      Viene visualizzato un messaggio. Fare clic su Sì per proseguire. Il file wsptest.mods riguarda solo il motore oggetti definito dall'opzione wsp_domsrvr. Altri motori oggetti sullo stesso server non elaborano questo file che non viene distribuito ad altri server. Inoltre, le nuove tabelle e colonne in modalità test sono definite per il motore oggetti come oggetti locali. Ciò significa che il motore oggetti le riconosce e quindi ne permette l'uso sui moduli Web. Tuttavia, esse non esistono nel database e non riguardano gli altri utenti. Gli utenti di CA SDM non utilizzano il motore oggetti di WSP, quindi non sono interessati dai cambiamenti allo schema di cui si sta eseguendo il test.
    La colonna viene aggiunta alla tabella.
  6. Per accedere agli attributi aggiunti tramite le API Rest, eseguire il comando seguente:
    • pdm_rest_util -newdeploy
      oppure
    • pdm_rest_util -undeploy
      quindi
      pdm_rest_util -deploy
  7. Riavviare i servizi CA SDM.
Modifica di tabelle o colonne
Per modificare le informazioni su una tabella o colonna, fare clic sulla tabella o la colonna in Progettazione schema e immettere le nuove informazioni nei campi appropriati. Le informazioni che è possibile modificare dipendono dallo stato della tabella o della colonna:
  • Tabelle standard
    Consente di modificare i campi Nome visualizzato, Descrizione e Gruppo funzioni.
  • Colonne standard
    Consente di modificare i campi Nome visualizzato, Descrizione, Valore predefinito alla creazione e Valore impostato al salvataggio. Inoltre, è possibile selezionare le caselle di controllo Richiesto o Aggiornabile solo per nuovo record, nel caso non lo fossero. Se sono selezionate per impostazione predefinita, non è possibile deselezionarle. È comunque possibile annullare i cambiamenti.
  • Tabella definita dal sito
    Se la tabella non è pubblicata, è possibile modificare tutti i campi tranne Nome, che non può essere cambiato dopo il salvataggio della nuova tabella. Dopo aver pubblicato una tabella definita a livello di sito, è possibile modificare solo i campi Nome visualizzato, Descrizione e Gruppo funzioni.
  • Colonna definita dal sito
    Se la colonna non è pubblicata, è possibile modificare tutti i campi tranne Nome, che non può essere cambiato dopo il salvataggio della nuova colonna. Dopo che è stata pubblicata una colonna definita a livello di sito, è possibile modificare solo i campi Nome visualizzato, Descrizione, Valore predefinito alla creazione, Valore impostato al salvataggio e le caselle di controllo Richiesto e Aggiornabile solo per un nuovo record, Chiave per pdm_userload e le opzioni di indice del DBMS.
Test dei cambiamenti allo schema
È possibile eseguire il test delle modifiche apportate allo schema e creare, aggiornare e visualizzare i moduli Web prima di apportare modifiche al database fisico. Le modifiche apportate allo schema in modalità test vengono definite nel motore oggetti ma i relativi dati non vengono memorizzati fisicamente nel database. Poiché le modifiche che si apportano in modalità test potrebbero influenzare le attività degli altri utenti, questa opzione è disponibile solo se sul sistema sono installate le opzioni wsp_domsrvr e wsp_webengine per dedicare un motore oggetti al componente WSP.
Per apportare modifiche allo schema in modalità test, selezionare Salva e Modalità test dal menu File. In questo modo le modifiche vengono salvate nel database e sul server a cui l'utente è connesso viene creato un file che definisce le modifiche nel motore oggetti. Il file si chiama wsptest.mods ed è memorizzato nella sottodirectory site/mods/majic della directory di installazione di CA SDM.
Dopo la creazione del file wsptest.mods, WSP riavvia il motore oggetti affinché possa utilizzare le nuove modifiche. Questa operazione può durare da alcuni secondi a un paio di minuti, in base alla complessità dello schema.
Dopo il riavvio del motore oggetti, le modifiche dello schema diventano disponibili e possono essere utilizzate e testate nei moduli Web creati con WSP. I dati nelle tabelle e nelle colonne in modalità test vengono salvati solo nella memoria interna del motore oggetti di WSP. Questi dati non sono visibili agli utenti e pertanto non influenzano le loro attività.
Pubblicazione delle modifiche allo schema
Una volta completate le modifiche allo schema, è possibile metterle a disposizione di tutti gli utenti pubblicandole. WSP archivia le tabelle nuove o aggiornate e le colonne rispettivamente Nelle tabelle wsptbl e wspcol del database.
Attenersi alla seguente procedura:
  1. Creazione o aggiornamento dei file che descrivono lo schema modificato per il motore oggetti e i programmi di utilità di CA SDM. WSP crea i file seguenti nel motore Web definito dall'opzione wsp_webengine (con impostazione predefinita web:local);
    • wsp.mods
      Descrive tutte le modifiche dello schema gestite da Web Screen Painter per il motore oggetti.
    • wsp_schema.sch
      Descrive tutte le tabelle e le colonne gestite da Screen Painter Web.
    • wsp_index.sch
      Descrive gli indici del DBMS per le tabelle gestite da Web Screen Painter.
    • wsp.altercol
      Assegna il nome alle nuove colonne create da WSP ma non ancora definite per il DBMS.
    • wsp.altertbl
      Assegna il nome alle nuove tabelle create da WSP ma non ancora definite per il DBMS. Inoltre, WSP distribuisce il file wsp.mods a tutti i server di CA SDM con un motore oggetti.
  2. Selezionare File, Salva e pubblica.
    Questa operazione crea i file necessari sui server di CA SDM, ma senza riavviarli. Quindi, i nuovi file non hanno un impatto immediato. Tuttavia, una volta creati, i file verranno usati al successivo riavvio dei servizi di CA SDM.
  3. Se si utilizza la
    configurazione convenzionale
    , completare i passaggi seguenti:
    • Arrestare i servizi di CA SDM sul server primario ed eseguire il comando seguente:
      pdm_publish
      Questo comando modifica il DBMS fisico in modo che contenga le informazioni sul nuovo schema.
      L'esecuzione del processo pdm_publish ha un impatto significativo sugli altri utenti. Verificare di aver pianificato con cura la pubblicazione delle modifiche allo schema. Si consiglia di usare gli Ordini di cambiamento di CA SDM per pianificare e ottenere l'approvazione alla pubblicazione dello schema pianificato.
  4. Se si utilizza la
    configurazione con disponibilità avanzata
    , completare i passaggi seguenti:
    1. Eseguire il comando seguente sul server in background per informare tutti gli utenti attivi tramite Support Automation di salvare il loro lavoro:
      sa_server_notifier [-h] | [-q seconds] | [-c]
      • -h
        Visualizza la pagina della Guida.
      • -q seconds
        Questa opzione avvisa un server locale (background) di rimanere inattivo durante un intervallo di tempo specificato. Questo intervallo è il numero di secondi che trascorrono prima che il server diventi non in linea. Non è possibile utilizzare questa opzione per un server di standby o un server applicazioni.
      • -c
        Questa opzione annulla una richiesta di disattivazione inviata precedentemente.
      Un messaggio popup viene ricevuto da tutti gli utenti attivi mediante Support Automation sul server in background. Questo messaggio comunica agli utenti l'arresto del server e il tempo pianificato rimasto prima dell'arresto. Gli utenti devono salvare il proprio lavoro e uscire entro il tempo pianificato.
    2. Arrestare i servizi di CA SDM sul server in background.
      Non riavviare i servizi di CA SDM sul server di standby o sul server applicazioni una volta eseguite le operazioni di salvataggio e pubblicazione da WSP. Così facendo si danneggia la configurazione con disponibilità avanzata. Se i servizi di CA SDM sul server di standby o sul server applicazioni vengono interrotti e si desidera avviarli, eseguire il comando pdm_server_control -v sui server per eliminare il controllo versioni prima dell'avvio dei servizi di CA SDM.
      Se il server in background non riesce durante l'attività di pubblicazione, verificare di aver recuperato le modifiche WSP. Per ulteriori informazioni, consultare l'argomento Recupero delle modifiche WSP in fase di errore del server in background.
    3. Eseguire il comando seguente sul server di standby che si desidera promuovere a nuovo server in background:
      pdm_server_control -b
      • -b
        Indica a un server di standby locale di diventare il server in background. Il server di standby deve essere già in esecuzione. Se il server non è in esecuzione, viene avviato ma non viene eseguito nessun failover. Per avviare un failover, eseguire di nuovo il comando.
      Il server in background si arresta automaticamente e il server di standby viene promosso a nuovo server in background. Questo cambiamento non interessa le sessioni dell'utente finale. Gli eventuali aggiornamenti in corso vengono archiviati e ritardati, finché il nuovo server in background non passa in linea.
    4. Immettere il comando seguente sul server in background originale (ora il server di standby) per aggiornare il DBMS con le modifiche allo schema:
      pdm_publish
      Il comando pdm_publish crea un file di controllo che comporta al prossimo avvio di CA SDM la rimozione della sincronizzazione tra il server di standby e il server in background. Questa azione è necessaria per conservare le modifiche al file di schema apportate con pdm_publish. Il comando permette eventualmente di eseguire un secondo failover dopo la corretta pubblicazione delle modifiche allo schema. Il messaggio seguente viene visualizzato dall'utente una volta completata la pubblicazione:
      Do you want pdm_publish to start CA Service Desk Manager in this standby server and perform fail-over(Y/N)?
      • Se si immette S, pdm_publish avvia i servizi di CA SDM sul server di standby ed esegue automaticamente il failover. Saltare al passaggio g per applicare le modifiche dello schema a tutti i server applicazioni.
      • Se si immette N, procedere con il passaggio e.
    5. Avviare i servizi di CA SDM sul server di standby (server in background originale).
      All'avvio viene individuato il file di controllo creato da pdm_publish, ma senza sincronizzazione del server di standby con il server in background. La mancata sincronizzazione permette di mantenere le modifiche apportate da pdm_publish per questo avvio.
      Verificare l'esatta esecuzione di queste istruzioni, poiché i servizi risulteranno danneggiati se il failover al server in background originale dopo pdm_publish non è corretto.
    6. Immettere il comando seguente sul server di standby (server in background originale) per renderlo di nuovo server in background:
      pdm_server_control -b
      Questo comando cancella anche il file di controllo, in modo che il controllo versioni funzioni normalmente quando il server in background diventa un server di standby.
    7. Immettere il comando seguente sui server applicazioni:
      pdm_server_control -q interval -s server_name
      • -q interval -s server_name
        Notifica a un server applicazioni locale o remoto di rimanere inattivo in un intervallo di tempo specificato. Questo intervallo è il numero di secondi che trascorrono prima che il server diventi non in linea. Utilizzando questa opzione senza un server_name, il server locale riceve una notifica di disattivazione. Non è possibile utilizzare questa opzione per un server in background o di standby.
      Un messaggio popup viene visualizzato da tutti gli utenti attivi sul server applicazioni specificato. Questo messaggio comunica agli utenti l'arresto del server e il tempo pianificato rimasto prima dell'arresto. Gli utenti devono salvare il proprio lavoro e uscire entro il tempo pianificato. Gli utenti accedono al server applicazioni aggiornato per riprendere il lavoro.
    8. Riavviare tutti i server di standby.
Recupero dei cambiamenti WSP durante un errore del server in background
È possibile recuperare le modifiche allo schema MDB in caso di errore del server in background durante l'attività di pubblicazione.
Si consiglia di non eseguire i passaggi per il recupero direttamente sull'ambiente di produzione. Convalidarli prima nell'ambiente di test o di sviluppo.
Attenersi alla procedura seguente:
  • Se il server in background si è arrestato in modo anomalo prima della pubblicazione, le ultime modifiche salvate dello schema vengono conservate nel MDB. Accedere al nuovo server in background e riprendere le attività di pubblicazione.
  • Se il server in background si è arrestato in modo anomalo dopo la pubblicazione, compiere le azioni seguenti:
    1. Interrompere i servizi di CA SDM sul server in background arrestato in modo anomalo.
    2. Selezionare un server di standby che si desidera promuovere a nuovo server in background.
    3. Copiare i file seguenti dal server in background arrestato in modo anomalo nella stessa posizione sul server di standby:
      • "$NX_ROOT$/site/mods/majic/wsp.mods"
      • "$NX_ROOT$/site/mods/wsp.altertbl"
      • "$NX_ROOT$/site/mods/wsp.altercol"
      • "$NX_ROOT$/site/mods/wsp_index.sch"
      • "$NX_ROOT$/site/mods/wsp_schema.sch
    4. Immettere il comando seguente sul server di standby per pubblicare le modifiche allo schema ed eseguire il failover automatico:
      pdm_publish
    5. Selezionare S nel prompt del messaggio visualizzato dopo la corretta pubblicazione dello schema modificato.
      I servizi di CA SDM vengono avviati sul server di standby.
      Se il failover automatico non viene eseguito, immettere il comando pdm_server_control -b sul server di standby per promuoverlo a nuovo server in background.
    6. Disattivare e riavviare ogni server applicazioni. Riavviare tutti i server di standby. Per ulteriori informazioni, consultare l'argomento Pubblicazione delle modifiche allo schema.
Annullamento delle modifiche allo schema
Se si cambia idea e si desidera annullare le modifiche apportate allo schema in modalità test, è possibile tornare alla versione pubblicata dello schema. L'annullamento delle modifiche allo schema potrebbe influire sugli altri utenti. Per questo motivo, questa opzione è disponibile solo se l'installazione comprende entrambe le opzioni wsp_domsrvr e wsp_webengine per dedicare un motore oggetti e un motore Web a WSP.
Attenersi alla procedura seguente:
Selezionare File, Togli da modalità test.
WSP elimina il file wsptest.mods e il motore oggetti WSP riporta lo schema alla precedente versione pubblicata.
Dopo aver eliminato il file wsptest.mods, WSP riavvia il motore oggetti in modo da rigenerare lo schema interno. Questa operazione può durare da alcuni secondi a un paio di minuti, in base alla complessità dello schema.
Una volta completato il riavvio del motore oggetti, lo schema attivo torna alla versione pubblicata.
I moduli Web modificati in funzione del nuovo schema non vengono ripristinati automaticamente e potrebbero non funzionare con lo schema pubblicato.
Modifica delle colonne definite a livello di sito dopo la pubblicazione
Una volta pubblicate le modifiche allo schema definite a livello di sito, WSP le considera come lo schema standard e non permette ulteriori modifiche. È possibile eliminare una colonna definita a livello di sito o modificare la lunghezza di una colonna di stringa definita a livello di sito aggiornando manualmente il DBMS e lo schema esterno a WSP. Quindi eseguire lo script pdm_wspupd per aggiornare la tabella wspcol del database per sincronizzare WSP con le modifiche esterne.
Attenersi alla seguente procedura:
  1. Accedere al server seguente, in base alla configurazione di CA SDM:
    • Convenzionale: server primario
    • Disponibilità avanzata: server in background
  2. Individuare la sottodirectory site/mods nella directory di installazione di CA SDM.
    Creare un backup del file wsp_schema.sch in una posizione diversa dalla sottodirectory site/mods, in modo da evitare l'elaborazione dei file duplicati.
  3. Modificare il file wsp_schema.sch per eliminare le colonne definite dal sito non desiderate o modificare la lunghezza delle colonne STRING definite dal sito. Questi aggiornamenti sono le uniche modifiche supportate dalla procedura descritta. È possibile utilizzare qualsiasi editor di testo standard per modificare il file wsp_schema.sch.
    Se è stata specificata un'opzione di indicizzazione (ad esempio UNIQUE) per eliminare una colonna, modificare il file wsp_index.sch e rimuovere i riferimenti alla colonna. Se la colonna era l'unica colonna indicizzata della tabella, rimuovere tutti i riferimenti alla tabella da wsp_index.sch.
  4. Modificare il file majic/wsp.mods inserendo le stesse modifiche apportate a wsp_schema.sch:
    • Eliminare colonne non desiderate definite a livello di sito.
    • Modificare la lunghezza delle colonne STRING definite a livello di sito.
  5. Immettere il comando seguente nel prompt dei comandi:
    pdm_wspupd
    Lo script pdm_wspupd legge wsp_schema.sch e lo confronta con la tabella wspcol nel database, scrivendo le eventuali differenze su una riga nella console. Ad esempio, consultare l'output seguente:
    PDM_WSPUPD - Update wspcol table from wsp_schema.sch Reading wsp_schema.sch to for current DBMS information... Reading wspcol table for WSP schema information... String column zSalesOrg.description length changed from 350 to 400 Column zSalesOrg.sym not found in wsp_schema.sch - deleting wspcol row pdm_wspupd found 1 WSP-maintained column(s) to update and 1 to delete. Please verify that your DBMS has been manually updated to correspond to wsp_schema.sch, then reply Y to update wspcol or anything else to cancel.
  6. Verificare che le modifiche trovate da pdm_wspupd corrispondano esattamente a quelle apportate a wsp_schema.sch. Se corrispondono, digitare
    S
    per confermare le modifiche.
    Dopo aver confermato l'aggiornamento, lo script usa le utilità standard di CA SDM per aggiornare la tabella wspcol. Progettazione schema mostra quindi le modifiche.
  7. Arrestare i server CA SDM.
  8. Usando l'utilità appropriata al DBMS, modificare la definizione DBMS delle colonne modificate:
    • Eliminare dal database le colonne eliminate da wsp_schema.sch.
    • Nel database, modificare la lunghezza delle colonne di stringa modificate in wsp_schema.sch.
    Controllare che le modifiche apportate al DBMS corrispondano esattamente alle modifiche apportate a wsp_schema.sch.
  9. Pubblicare le modifiche allo schema.
  10. Avviare i server CA SDM.